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Arte, moda, pubblicità e cosmesi condividono un identico innamoramento per le possibilità significanti della superficie. All’intersezione tra questi e altri ambiti e universi di riferimenti e suggestioni (per esempio la medicina e la scienza) si colloca la ricerca artistica di Niba. Ricerca che interroga, in modo esplicito e profondamente erotizzato, i meccanismi stessi dell’exponere, a partire da una riflessione sul significato culturale e sociale della pelle intesa come limite e stimolo per una definizione dell’umano e della sua vocazione immaginativa e desiderante. Continua a leggere →
Note sul paradosso di un’ostensione in levare
Immaginiamo un giardino, il recinto di un gioco di bambini. Lasciati liberi di muoversi, i bambini giocano al centro dello spazio e non si spingono mai fino ai bordi del giardino. La Gloria del Nulla che Zaelia Bishop vagheggia è misurata nel flusso di energia mentale e simbolica che si mette in movimento nel momento in cui si visualizza il differenziale tra lo spazio del gioco e lo spazio del giardino in cui non si osa giocare. Continua a leggere →
L’abiura compiuta dagli artisti contemporanei nati alla fine degli anni Ottanta si radica nel fallimento di quell’utopia politica e ideologica dell’arte che era insita nel progetto avanguardistico del Novecento.
Gli abiuratori, coloro che si posizionano nella condizione esistenziale dell’abiura, sono portatori della qualità medianica dell’ossimoro. Il fallimento genera ossimori, spalanca spazi di contraddizione, confusione e ambiguità che non si placano nel movimento pulviscolare dell’abiura. La prima contraddizione degli abiuratori, per esempio, è nella rinuncia a occupare attraverso l’arte una posizione pubblica, rinuncia che è tuttavia essa stessa una presa di posizione pubblica. Continua a leggere →




