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È il 19 giugno, è forse una delle giornate più calde dell’anno, sdraiato nel letto della camera patronale di casa sponge che tra pochi giorni lascerà il suo solito abito per indossarne un altro. Mi domando volgendo la testa alla finestra quali siano i movimenti per far si che si possa comunicare ad un pubblico d’esser sole, che genere di emozione è necessario suscitare? Che forza e che umiltà deve avere un performer che si prefigge un obiettivo così arduo?
Questa stanza diventerà un tableau di Kazuo Ohno. Il fondatore insieme a Tatsumi Hijikata della danza Butoh “danza delle tenebre” nata da un forte sentimento d’angoscia e d’oppressione causato dalla devastazione post-atomica. Continua a leggere →
In parte le considerazioni sono le stesse fatte per Arte Fiera. Sarà colpa del cielo plumbeo che ha coperto Milano o della stanchezza generale da domenica pomeriggio, ma guardando i lunghi corridoi della fiera monopiano ho avuto un’impressione di Romeriana memoria. Il numeroso pubblico si aggirava come zombie tra stand molto grandi di dimensioni ma non di contenuti, un po’ sperduti nel passaggio continuo, tra gallerie “giovani” e/o “sperimentali” a gallerie con i soliti maestri. Tuttavia questo cimitero post-apocalittico racchiuso in fiera, mi è piaciuto. Non per il valore della proposta ma per i messaggi che ha lanciato. Continua a leggere →
Meduse sospese in aria, galleggianti nel vuoto, evocate dallo sguardo e dalla fantasia meravigliati dell’infanzia, ma realizzate con l’abilità e l’attenzione dell’artista sperimentatore di materiali e tecniche quale Serena Piccinini dimostra di essere, nella voglia di concretizzare visioni e sensazioni impalpabili. Gli incroci dell’uncinetto si fondono con il nylon, movimenti antichi con materie sintetiche; da questa inaspettata “collisione” nascono trame leggere e luminose, una natura visionaria al di là del reale. Continua a leggere →
Esercizi di Luogo è l’ultima opera di Tiziana Cera Rosco, un percorso che unisce la sua parola alla sua immagine fotografica, in una installazione/performance presentata il mese scorso a Milano. L’opera è plasmabile e modificabile, deve vivere l’ambiente dove viene portata: un arazzo di carta composto da foto di famiglia vecchie e nuove, delimita lo spazio dell’azione, il pubblico è parte attiva ad esso l’onere e l’onore di dare un senso altro a questo luogo, la parola è colei che diventa esercizio, un esercizio di luogo appunto. Continua a leggere →
Una serie di ritratti dai colori acidi, dal forte impatto emotivo, Cavallo usa la macchina fotografica come se fosse una straniante tavolozza cromatica. I soggetti, i corpi sono avvolti in ambienti catartici, dai quali appaiono simboli comuni a tutti, dall’acqua alle stelle, i corpi sono spesso vestiti di bianco quasi a voler elevare l’essere umano mettendo in evidenza lo spirito. Sfioramenti elettivi e selettivi volti ad una conoscenza profonda che non può passare che attraverso i sensi. L’artista sembra cercare e mettere in gioco le affinità elettive tra un essere umano e l’altro. Love is water corrisponde al vissuto dell’artista, la ricerca del suo quotidiano confluisce in maniera dirompente nel suo fare arte. Continua a leggere →




