Eventi in corso

Diego Cinquegrana e Andrea Lacarpia
VRIL

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a cura di Dimora Artica
Sponge Living Space, Pergola
20 aprile - 26 maggio 2013. evento →

L’angolo di Jack Fisher
  • Intervista di Jack Fisher a Paola Nicita. Kritika

    Il mio viaggio prosegue...La valigia è pronta, dove posso andare essendo oggi il 31 luglio se non in Sicilia. Volo su Lampedusa facendo scalo a Palermo, per vedere "Più a Sud" il progetto curato da Paola Nicita dedicato proprio all'isola più grande delle Pelagie a Palazzo Riso

  • Intervista di Jack Fisher a Davide Quadrio e Francesca Girelli. Kritika

    Siamo a Shanghai, dove il primo ottobre 2012 si apre la 9ª Biennale sotto la direzione di un team curatoriale composto da Qiu Zhijie, Borys Groys, Jens Hoffman e Johnson Chang. Tra i tanti padiglioni proposti nella megalopoli cinese, chiacchiero con Davide Quadrio e Francesca Girelli, coordinatori del City Pavilions’ Project, un progetto che coinvolge trenta città nel mondo.

  • Intervista di Jack Fisher ad Andrea Belacchi e Tommaso Mei. Artesera TO

    Ho trovato un altro luogo insolito che, grazie all'arte, ha cambiato i propri connotati: 2.18 Gallery, una nuova galleria in provincia (siamo a Fano), una vasca per la via principale, tra un negozio e l'altro, dove le frivolezze regnano sovrane, tra un bar e un tabacchi. La più piccola galleria del mondo, come la definiscono gli ideatori stessi utilizzando un doveroso se del caso. 2.18, svelo il mistero, altro non è che una bacheca in vetro, una di ...

Archivi per la categoria ‘Interviste’

Il mio viaggio prosegue…La valigia è pronta, dove posso andare essendo oggi il 31 luglio se non in Sicilia. Volo su Lampedusa facendo scalo a Palermo, per vedere “Più a Sud” il progetto curato da Paola Nicita dedicato proprio all’isola più grande delle Pelagie a Palazzo Riso Continua a leggere →


Siamo a Shanghai, dove il primo ottobre 2012 si apre la 9ª Biennale sotto la direzione di un team curatoriale composto da Qiu ZhijieBorys GroysJens Hoffman e Johnson Chang.

Tra i tanti padiglioni proposti nella megalopoli cinese, chiacchiero con Davide Quadrio e Francesca Girelli, coordinatori del City Pavilions’ Project, un progetto che coinvolge trenta città nel mondo. Continua a leggere →

Ho trovato un altro luogo insolito che, grazie all’arte, ha cambiato i propri connotati: 2.18 Gallery, una nuova galleria in provincia (siamo a Fano), una vasca per la via principale, tra un negozio e l’altro, dove le frivolezze regnano sovrane, tra un bar e un tabacchi. La più piccola galleria del mondo, come la definiscono gli ideatori stessi utilizzando un doveroso se del caso. 2.18, svelo il mistero, altro non è che una bacheca in vetro, una di quelle usate dalle agenzie immobiliari per gli annunci di vendita o dai partiti dei paesi di provincia per fare opposizione. 114 x 64 cm di spazio espositivo. Continua a leggere →

Cosa significa operare lontano dai circuiti culturali consolidati e in un certo senso ai margini del sistema dell’arte?
Lavorare lontani dal circuito nazionale permette al gruppo una straordinaria libertà d’azione e di movimento. Per richiamare una certa attenzione concentriamo il nostro lavoro sulla ricerca. Una ricerca indipendente dalle logiche del sistema. Questa scelta determina una fruizione differente e più attenta dell’opera. Infatti, operando in un sito che non è di passaggio, chi viene a trovarci lo fa appositamente per noi.
Siamo lontani anni luce dall’arte vetrina da copertina patinata. Continua a leggere →


IsGallery non poteva mancare a uno degli eventi più attesi di questa stagione, in corso al PAC di Milano fino al 10 giugno. The Abramović Method rappresenta l’estensione di tutto il lavoro di Marina Abramović, la grandissima artista serba che ha scritto pagine fondamentali nella storia dell’arte e della body art. Per l’occasione si è fatta ritrarre in camice da medico seduta sulla Chair for Man and Spirit, un trono di legno e cristalli per una regina che vuole prendersi cura dell’umanità. Continua a leggere →

Una serie di ritratti dai colori acidi, dal forte impatto emotivo, Cavallo usa la macchina fotografica come se fosse una straniante tavolozza cromatica. I soggetti, i corpi sono avvolti in ambienti catartici, dai quali appaiono simboli comuni a tutti, dall’acqua alle stelle, i corpi sono spesso vestiti di bianco quasi a voler elevare l’essere umano mettendo in evidenza lo spirito. Sfioramenti elettivi e selettivi volti ad una conoscenza profonda che non può passare che attraverso i sensi. L’artista sembra cercare e mettere in gioco le affinità elettive tra un essere umano e l’altro. Love is water corrisponde al vissuto dell’artista, la ricerca del suo quotidiano confluisce in maniera dirompente nel suo fare arte. Continua a leggere →

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