Archivi per la categoria ‘Testo Critico’
Da lungo tempo l’antropologia culturale ha dedicato particolare attenzione alle forme di ritualizzazione collettiva nei gruppi sociali, così come la psicopatologia ha indagato con altrettanta cura i casi di rituale ossessivo individuale. Poco interesse, invece, ha suscitato nelle varie discipline la ritualità personale e quotidiana. Quelli che ho definito “i piccoli riti del quotidiano”. Poco fa, prima di sedermi davanti al portatile per scrivere, mi sono preparata una tazza di tè nero e l’ho posizionata alla destra del monitor, vicino al mouse. Continua a leggere →
Al giorno d’oggi, tra le parole chiave del contemporaneo oltre a remix e multi–media essenziale è anche il termine teamwork “lavoro di squadra”.
Data la complessità raggiunta dalle arti visive, ed in particolare dalle arti visive che utilizzano tecniche performative, il lavoro di squadra è indispensabile ed essenziale in ogni fase di realizzazione, organizzazione e presentazione dell’evento. Continua a leggere →
Il corpo, ancora. Rieccoci, a distanza di un anno, alle prese con questo terminus ad quem della famigerata diade mente/corpo su cui la letteratura filosofica ha contribuito alla fortuna critica del pensiero occidentale. Intorno alle potenzialità teoretiche dell’altra parrocchia, nella fattispecie la speculazione orientale, si potrebbero versare fiumi d’inchiostro – o meglio, visti i tempi moderni, paginate di fogli Word -, non foss’altro perché i natali del pensiero occidentale stanno proprio dalla parte geograficamente e culturalmente opposta. Continua a leggere →
Cosa dirà la gente? Come reagirà?
Sembrano essere queste le domande che un artista si pone nel momento di ideare, e poi realizzare, una performance. Sarà perché, almeno in Italia, la performance rimane ancora oggi un linguaggio che disorienta e sconcerta buona parte del pubblico, spesso diseducato a questa forma di espressione artistica oppure spaventato dal preconcetto che la performance debba sempre comportare delle provocazioni, delle nudità esibite o delle azioni deprecabili. Continua a leggere →
L’inverno praticato fino al bianco dice
che c’è una luce che potrebbe incriminare
una luce che falcia prospettive
mutila figure non bruciate dal buio
i sintomi di un atto corposamente emorragico
dice che se scoli tutto ti consumerai
sformando il bacino dei contenimenti
e dice anche violenza, sì, violenza sul vero
che le visioni vengono schiacciandoti la testa
scoppiando rabbie dentro gli animali
che pensavi di aver domesticato. Continua a leggere →
E’ Natale!
Ancora…?
Dobbiamo fare l’albero!
Ma non abbiamo appena smontato quello vecchio?
Sì, ma 23 Artisti si sono dati da fare, come non mai, per creare l’albero più ironico, più colorato, più dissacrante che si sia mai visto dalle parti di @Casa Sponge. E non che le occasioni siano mancate, anzi… Continua a leggere →
Arte, moda, pubblicità e cosmesi condividono un identico innamoramento per le possibilità significanti della superficie. All’intersezione tra questi e altri ambiti e universi di riferimenti e suggestioni (per esempio la medicina e la scienza) si colloca la ricerca artistica di Niba. Ricerca che interroga, in modo esplicito e profondamente erotizzato, i meccanismi stessi dell’exponere, a partire da una riflessione sul significato culturale e sociale della pelle intesa come limite e stimolo per una definizione dell’umano e della sua vocazione immaginativa e desiderante. Continua a leggere →
Due anni fa al MOMA di New York la grande retrospettiva di Marina Abramovic si intitolava The Artist is Present : l’artista seduta ad un tavolo accoglieva in prima persona il pubblico in religioso silenzio, per 8 ore al giorno, per 3 mesi, tutti i giorni.
Un passaggio epocale per il mondo della performance ed un riferimento imprescindibile per il “perturbamento” di Tiziana Contino. Continua a leggere →




